Decani italiani e microbiota: cosa ci insegnano i longevi sul segreto della vita lunga
Anna Maria Londero – Biologa Nutrizionista, Personalife
Quanti centenari in Italia
L’Italia custodisce uno dei patrimoni più preziosi per comprendere i meccanismi della longevità: i suoi decani.
Secondo i dati ISTAT 2025, nel nostro Paese vivono 23.548 centenari, oltre l’82% sono donne.
Una crescita sorprendente se si pensa che nel 2009 erano poco più di 10.000. In appena quindici anni i numeri sono più che raddoppiati, con un incremento del 130%.
Tra questi, 724 hanno superato i 105 anni e 19 hanno oltrepassato i 110 anni, entrando a pieno titolo nel ristretto gruppo dei super-centenari.
Queste persone incarnano un modello biologico raro: mantenere per oltre un secolo un equilibrio tra metabolismo, immunità e infiammazione permette di ipotizzare che esistano meccanismi interni di protezione profondamente radicati.
Genetica, microbiota e ormoni sembrano dialogare tra loro e dar forma a una fisiologia che resiste al tempo. Proprio il microbiota intestinale sta emergendo come uno dei protagonisti di questo equilibrio.
I decani italiani: un patrimonio vivente di longevità
Gli ultracentenari italiani rappresentano una risorsa scientifica per comprendere che cosa significhi davvero invecchiare bene.
La domanda centrale che guida la ricerca è semplice quanto affascinante: che cosa permette a queste persone di raggiungere età così avanzate preservando una qualità di vita sorprendentemente buona?
Gli studi sugli ultracentenari mettono in luce alcuni elementi ricorrenti:
- una marcata resilienza fisiologica
- una bassa incidenza di patologie croniche fino a età molto avanzata
- una risposta immunitaria che, pur ridotta, appare più efficiente rispetto alla popolazione coetanea meno longeva.
Quali elementi dello stile di vita e della biologia interna contribuiscono alla longevità estrema e come si intrecciano con il microbiota intestinale?
Il microbiota intestinale: un alleato della longevità
Il microbiota intestinale è oggi considerato uno dei sistemi regolatori più influenti sullo stato di salute. Contribuisce all’assorbimento dei nutrienti, alla modulazione del sistema immunitario e alla produzione di molecole – come gli acidi grassi a catena corta (SCFA) – che svolgono un ruolo protettivo nei confronti dell’infiammazione sistemica.
Studi su centenari italiani e sardi pubblicati su mSystems (Rampelli et al., 2019) e su Nutrients (Palmas et al., 2022) hanno evidenziato che questi individui conservano un microbiota sorprendentemente diversificato, anche in età molto avanzata. Un tratto che li distingue rispetto alla normale tendenza del microbiota senile a perdere varietà e stabilità.
Fra gli aspetti più interessanti emersi dagli studi:
- una maggiore diversità microbica rispetto ai coetanei meno longevi,
- un’elevata presenza di batteri produttori di SCFA, come Faecalibacterium prausnitzii e Roseburia spp,
- la presenza di Akkermansia muciniphila, batterio associato all’integrità della barriera intestinale.
Un ampio studio pubblicato su Nature Aging (Pang et al., 2023) su 1.575 individui tra i 20 e i 117 anni ha confermato che gli ultracentenari presentano ciò che gli autori hanno definito una “firma microbiotica giovanile“: un profilo che ricorda quello degli adulti sani e caratterizzato da equilibrio funzionale e resilienza.
Questi risultati alimentano una domanda che interessa medici, ricercatori e nutrizionisti: esistono specifiche configurazioni del microbiota in grado di favorire l’invecchiamento in buona salute e come è possibile valutarle nel singolo individuo?
Batteri dei centenari: che cosa indicano davvero
All’interno dell’analisi del microbiota symbyo gut di Personalife è presente un indicatore denominato “Batteri dei centenari”.
Spesso viene interpretato come un parametro predittivo della longevità, ma il suo significato è diverso.
Si tratta infatti di un confronto statistico tra il profilo batterico del soggetto e quello osservato negli ultracentenari sani descritti dalla letteratura scientifica. Non misura quanto una persona vivrà, ma quanto il suo microbiota presenti tratti simili a quelli associati alla longevità.
I gruppi microbici più rappresentati nei centenari in buona salute tendono a condividere alcune caratteristiche rilevanti:
- stabilità ecosistemica elevata,
- minore attivazione delle vie infiammatorie,
- maggiore efficienza metabolica.
La possibilità di confrontare il microbiota individuale con questi modelli permette al clinico di valutare punti di forza e aree di intervento.
Personalife e la medicina della longevità
Personalife offre strumenti mirati per comprendere come microbiota, genetica e ormoni si influenzino reciprocamente durante l’invecchiamento. Le tecnologie dell’azienda si integrano all’interno di un approccio multidimensionale alla salute, rivolto ai professionisti sanitari.
Tra gli strumenti disponibili:
- analisi del microbiota intestinale
- test genetici
- profili ormonali
- protocolli personalizzati
La convergenza di queste analisi permette di esplorare come il microbiota interagisca con i geni e con la regolazione ormonale, un campo di ricerca in rapida evoluzione.
Sempre più professionisti si interrogano su come utilizzare questi dati per creare percorsi di prevenzione personalizzati.
Una delle domande più frequenti riguarda l’applicabilità nella pratica quotidiana: in che modo le informazioni sul microbiota possono guidare l’alimentazione, la supplementazione e la gestione dello stile di vita?
La ricerca sulla longevità fornisce risposte sempre più solide, mostrando che anche piccole modulazioni del microbiota possono avere effetti significativi sullo stato infiammatorio e sul metabolismo.
Il valore dei decani per la medicina futura
I decani italiani rappresentano un ponte tra genetica, ambiente e stili di vita. Studiare la loro biologia, compreso il microbiota, significa aprire una finestra sui meccanismi che sostengono la longevità che non si riduce a un singolo fattore, ma alla sinergia di molteplici componenti: resilienza immunitaria, equilibrio metabolico, diversità batterica, qualità dell’alimentazione, contesto sociale e adattabilità allo stress.
Personalife si inserisce in questo scenario fornendo strumenti avanzati che aiutano i professionisti a interpretare tali connessioni, con un approccio che integra scienza, tecnologia e personalizzazione. La longevità non è un traguardo astratto, ma un percorso che può essere sostenuto attraverso una comprensione sempre più precisa dell’organismo.