Case Study: analisi del microbiota e perimenopausa
Silvia Carpitelli – Biologa Nutrizionista, Personalife
La perimenopausa è una fase di transizione nella quale il corpo femminile inizia a modificare progressivamente la propria regolazione ormonale, metabolica e infiammatoria. Non coincide ancora con la menopausa, ma può anticiparne alcuni segnali: variazioni del ciclo, maggiore tendenza all’accumulo di grasso addominale, stanchezza, alterazioni del sonno, cambiamenti dell’umore, peggioramento della digestione, gonfiore e modifiche dei parametri cardiometabolici.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la menopausa è un processo biologico naturale legato alla perdita della funzione follicolare ovarica e alla riduzione degli estrogeni circolanti. I cambiamenti associati possono influenzare benessere fisico, emotivo, mentale e sociale, con sintomi molto variabili da persona a persona. Alcune donne riferiscono pochi disturbi, altre vivono sintomi con impatto rilevante sulla qualità della vita.
Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per il rapporto tra menopausa, pre-menopausa e microbiota intestinale.
Una review pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology sottolinea che la menopausa può influenzare la funzione gastrointestinale, la motilità e la composizione del microbiota, anche se gli studi su sintomi gastrointestinali e qualità della vita sono ancora meno numerosi rispetto ad altri ambiti della salute femminile.
Caso clinico
Carolina è una donna in perimenopausa di 52 anni, normopeso con BMI di 20.55 che non fuma e fa attività fisica sporadica. Il suo obiettivo è arrivare alla menopausa con un miglior controllo del benessere generale, soprattutto sul piano intestinale e metabolico.
La sua storia è rappresentativa di molte donne che lavorano molto, viaggiano o si spostano frequentemente, mangiano fuori casa e si ritrovano a gestire sintomi che sembrano scollegati: gonfiore, senso di pesantezza, stanchezza, acidità, aumento del grasso addominale e colesterolo alto.
Carolina non è ancora in menopausa conclamata, ma è in quella fase critica di alterazione ormonale che la precede.Infatti il suo corpo sta già mostrando segnali tipici della transizione ormonale e metabolica. La perimenopausa può rendere più evidente ciò che prima restava compensato: alimentazione poco regolare, bassa quota di fibre, eccesso di prodotti processati, stress, digestione lenta e microbiota meno resiliente.
Per comprendere meglio il quadro, Carolina ha eseguito un’analisi del microbiota intestinale symbyo gut.
Il test è stato scelto perché i sintomi principali riguardavano l’intestino, ma anche perché il quadro metabolico e ormonale della pre-menopausa può essere influenzato dalla relazione tra microbiota, infiammazione, metabolismo estrogenico e barriera intestinale.
Risultati chiave emersi dall’analisi del microbiota:
- disbiosi intestinale;
- elevata presenza di Proteobacteria;
- leggera permeabilità intestinale;
- sensibilità al glutine;
- presenza di batteri associati alla produzione di nitriti e dii acido solfidrico.
L’aumento dei Proteobacteria è un dato rilevante perché questo phylum viene spesso descritto in letteratura come possibile firma di disbiosi e instabilità della comunità microbica intestinale. Una review pubblicata su Trends in Microbiology propone l’espansione dei Proteobacteria come marker di una comunità microbica meno stabile e più associata a rischio di malattia.
La presenza di batteri che favoriscono la produzione di nitriti va interpretata nel contesto. Il metabolismo nitrato-nitrito coinvolge comunità batteriche orali e intestinali e può avere ruoli fisiologici, ma in condizioni di disbiosi, dieta ricca di processati e alterata fermentazione intestinale può diventare un segnale da monitorare.
Una review recente descrive il ruolo del microbiota orale e intestinale nella riduzione del nitrato a nitrito e nella regolazione del metabolismo enterosalivare del nitrato.
Anche l’acido solfidrico richiede una lettura funzionale.
A basse concentrazioni partecipa a processi fisiologici, mentre un eccesso o una produzione non bilanciata da parte di batteri solfato-riduttori può associarsi a disturbi del microambiente intestinale. Una review su batteri solfato-riduttori e idrogeno solforato descrive la relazione tra produzione di H2S, infiammazione intestinale e alterazione dell’ambiente del colon.
Obiettivi
Il percorso di Carolina aveva un obiettivo generale: migliorare il benessere nella fase di pre-menopausa, lavorando in particolare su intestino ed energia.
Obiettivi principali del percorso:
- migliorare la regolarità intestinale;
- ridurre gonfiore e senso di pesantezza;
- migliorare acidità e gastrite;
- supportare il controllo di colesterolo e grasso addominale attraverso alimentazione e stile di vita.
Questi obiettivi sono stati collegati ai dati dell’analisi.
L’elevata presenza di Proteobacteria e la disbiosi hanno orientato il lavoro su fibre, varietà vegetale e probiotici. La leggera permeabilità ha suggerito prudenza nella gestione degli alimenti irritanti e dei pasti consumati troppo rapidamente.
Intervento mirato
L’intervento nutrizionale è stato costruito intorno alla vita reale di Carolina. Il suo problema era riuscire a mangiare in modo coerente durante giornate dense, appuntamenti commerciali, pranzi fuori casa e tempi ridotti.
Il primo passaggio è stato lavorare su soluzioni per pasti veloci ed equilibrati. La strategia non prevede menù rigidi, ma combinazioni semplici: una quota proteica, una fonte di fibre, grassi di buona qualità e carboidrati scelti in base a tolleranza, attività e momento della giornata.
Sono state introdotte più fibre, con gradualità. Questo punto è importante perché in presenza di gonfiore e disbiosi un aumento brusco delle fibre può peggiorare la sintomatologia. La componente di proteine vegetali è stata aumentata in modo ragionato. L’obiettivo era migliorare sazietà e qualità del pasto, senza appesantire la digestione.
I grassi sono stati riequilibrati riducendo la frequenza di prodotti processati e aumentando fonti più coerenti con il profilo cardiometabolico.
Il razionale era sostenere il controllo del colesterolo, la qualità delle membrane cellulari e la modulazione infiammatoria.
Sono stati inseriti probiotici mirati, scelti in base al quadro di disbiosi e ai sintomi. L’obiettivo non era “aggiungere batteri” in modo generico, ma sostenere una comunità microbica più stabile, migliorare la tolleranza intestinale e accompagnare il lavoro dietetico.
In presenza di acidità e gastrite, il lavoro nutrizionale ha incluso anche il ritmo del pasto: mangiare seduta, ridurre la velocità, evitare di consumare il pranzo mentre si guida.
Risultati attesi e monitoraggio
Nel caso di Carolina, i risultati da monitorare non riguardano soltanto il peso. Nella donna in perimenopausa il peso può cambiare poco mentre aumenta il grasso addominale, peggiora la digestione o cala l’energia durante la giornata.
I primi indicatori qualitativi da osservare sono regolarità intestinale, riduzione del gonfiore, minore pesantezza dopo i pasti, miglior controllo dell’acidità, energia più stabile e maggiore capacità di gestire pasti fuori casa senza ricadere in soluzioni processate.
Sul piano quantitativo, il monitoraggio del profilo lipidico, la composizione corporea e ripetizione dell’analisi del microbiota. In letteratura, la transizione menopausale è associata a modifiche della composizione corporea e a una maggiore attenzione al rischio cardiometabolico. Uno studio dello SWAN pubblicato su JCI Insight ha valutato i cambiamenti di peso e composizione corporea durante la transizione menopausale, mostrando come questa fase possa influenzare massa grassa e distribuzione corporea indipendentemente dal semplice avanzare dell’età.
Per Carolina, il percorso non si è concentrato su una dieta ideale astratta, ma su una domanda pratica: come rendere il suo intestino più stabile dentro una vita reale molto dinamica?
Le analisi del microbiota possono offrire al professionista una mappa utile per personalizzare l’intervento nella donna in perimenopausa.
Quando emergono disbiosi, Proteobacteria elevati, segnali di permeabilità, sensibilità alimentari e metaboliti batterici potenzialmente sfavorevoli, il lavoro nutrizionale può diventare più preciso: fibre giuste, proteine adeguate, grassi equilibrati, minore quota di processati, probiotici mirati e follow-up.
Il benessere in menopausa si costruisce prima della menopausa. Carolina rappresenta proprio questa finestra di opportunità: intercettare i segnali iniziali, ridurre il carico intestinale e metabolico, e preparare il corpo a una fase ormonale nuova con strumenti più personalizzati.
Riferimenti scientifici
- World Health Organization. Menopause. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/menopause/
- Ley D, Saha S. Menopause and gastrointestinal health and disease. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology. 2025.
- Diet, the Gut Microbiome, and Estrogen Physiology: A Review in Menopausal Health and Interventions. Nutrients. 2026.
- Study on gut microbiota and metabolomics in postmenopausal women. BMC Women’s Health. 2024.
- Shin NR, Whon TW, Bae JW. Proteobacteria: microbial signature of dysbiosis in gut microbiota. Trends in Microbiology. 2015.
- Role of oral and gut microbiomes in enterosalivary nitrate metabolism. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology. 2025.
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